Gaza, in corteo si marcia e non si prega. La questura nega il permesso

16 gen. – La manifestazione per Gaza non deve passare da Piazza Maggiore e neppure fermarsi in Piazza XX settembre per la preghiera. Sono i veti della Questura agli organizzatori del corteo del 24 gennaio. Valerio Monteventi, che ha trattato per gli organizzatori con la Questura, reagisce seccamente ai no: “la decisione è frutto di pressioni di varia natura, del centrodestra ma secondo me anche del Pd. Una cosa gravissima.”

Il percorso chiesto dagli organizzatori (il Comitato Palestina) era questo: partenza alle 16 e 15 da piazza dell’Unità, tenere una sosta per la preghiera del tramonto attorno alle 17 in via Indipendenza all’altezza di Piazza XX settembre e proseguire poi verso Piazza Maggiore, dove il corteo si doveva concludere con gli interventi dei relatori.

Ma dopo la preghiera “non programmata” dello scorso 3 gennaio, Piazza Galileo ha ritenuto di vietare la centrale zona “T” , obbligando a svolgere la preghiera prima della partenza del corteo, che quindi dovrebbe slittare a dopo le 17 e 15. “Devono venire già pregati”, è il commento sarcastico di Valerio Monteventi. Il comunicato della questura recita: “Gli organizzatori sono invitati a manifestare tenendo distinti e scissi gli elementi religiosi dalle motivazioni poste alla base della manifestazione”.

Per il Comitato Palestina Bologna “puntare l’attenzione sulla questione religiosa significa strumentalizzare il movimento contro il massacro di Gaza, che è l’unico motivo per cui vogliamo scendere in piazza”.

Venerdì 23 invece scenderanno in piazza per rendere omaggio alle vittime di Gaza, docenti e studenti delle scuole superiori di Bologna. Si ritroveranno in piazza del Nettuno dove leggeranno dei testi prodotti dai ragazzi e faranno volare in aria centinaia di palloncini colorati.

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