16 giu. – “Bisognerebbe che la Regione prendesse posizione e chiarisse quello che c’è da chiarire”. Il procuratore di Bologna Silverio Piro ha spiegato che l’unico ente a poter fare chiarezza sulle accuse di Cazzola a Delbono è viale Aldo Moro, presso il quale Delbono ha ricoperto la carica di vicepresidente fino alla candidatura. “E’ la Regione che sa come vengono regolate le spese, che tipo di disposizioni ha preso. La Regione sa se ritiene opportuno segnalarci qualcosa nel caso ci siano fatti di rilevo penale”.
La risposta di viale Aldo Moro non si è fatta attendere. “Le nostre procedure sono improntate a principi di efficacia, trasparenza e regolarita’ nella gestione della spesa” – ha scritto il sottosegretario alla presidenza Alfredo Bertelli, che ha garantito la massima collaborazione con la magistratura per eventuali verifiche, Finché nessuna denuncia sarà presentata in Procura, i magistrati non agiranno. “Non possiamo trarre situazioni di rilevanza penale da articoli di giornale, c’è una circolare del Consiglio superiore della magistratura che ce lo vieta” – ha ricordato Piro. Se invece ci fosse una denuncia, si aprirebbe un fascicolo d’ufficio. Il procuratore ha concluso che a quattro giorni dal voto ritiene opportuno favorire un clima di tranquillità, una sorta di silenzio pre-elettorale. Al più, eventuali rilievi arriveranno dopo il ballottaggio.
A poche ore dalle dichiarazioni di Piro, si sono mossi gli alleati di Cazzola. Il Codacons “chiede alla Procura di Bologna di indagare sui fatti pubblicamente denunciati dal candidato sindaco Alfredo Cazzola sull’utilizzo improprio di denaro pubblico da parte del candidato sindaco Flavio Delbono“. Ad annunciarlo è stato il vicepresidente nazionale dell’associazione Bruno Barbieri, che con una nota ha comunicato il deposito di un “esposto” alla Procura di Bologna. L’associazione dei consumatori, che si è staccata dai grillini apparentandosi con Alfredo Cazzola, accusa Delbono anche di aver affisso abusivamente dei manifesti in spazi a lui non assegnati. Il Codacons ha chiesto al Comune di Bologna nella persona del sindaco Sergio Cofferati di “rimuovere immediatamente i manifesti affissi negli spazi non assegnati” e alla Polizia municipale di fare accertamenti.

