2 mag. – La Procura di Bologna ha aperto un fascicolo contro ignoti in merito alla vicenda dell’atto giudiziario reso noto dalla lista Bologna Città Libera giovedì scorso, che riporta una sentenza di patteggiamento per evasione fiscale e che riguarderebbe, stando a quanto segnalato da un anonimo a Bcl, un candidato sindaco. Il reato ipotizzato è quello di violazione della privacy e di pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale.
L’inchiesta, aperta dal procuratore Silverio Piro, è affidata al pm Luigi Persico che per gli accertamenti ascolterà anche Valerio Monteventi e Serafino D’Onofrio come persone informate dei fatti.
L’obiettivo dei magistrati bolognesi e’ prima di tutto capire da dove sia uscito l’atto (una visura di un patteggiamento per evasione fiscale della primavera del 1999 – Undici mesi e 20 giorni di reclusione, piu’ multa di quattro milioni e 800 mila lire – con sospensione condizionale della pena) che il consigliere di Bologna città libera Serafino d’Onofrio dice di aver trovato sotto la porta del suo ufficio in Comune. La carta era “sbianchettata” in modo tale che non si riconoscesse nè il nome del personaggio condannato nè l’origine della richiesta. Si tratta di un documento che proviene dal sistema informativo del casellario da cui si può accedere, con password, dalle Procure e dai Tribunali di tutta Italia. “Stiamo valutando i fatti ma non è facile capire” – ha detto Piro. Il documento è uscito da una Procura, come indicato sopra, ma il nome della città è stato coperto con il bianchetto. Al momento sembra escluso, ad esempio, che il documento sia uscito dalla Procura di Bologna, perché quel tipo di atto in piazza Trento e Trieste viene stampato in modo diverso dalla copia esibita dalla lista civica.
La Procura valuterà anche se la pubblicazione integrale di questo atto (riportato in fotocopia su un quotidiano locale) configuri o meno il reato ipotizzato. In ogni caso gli inquirenti non si nascondono che sarà difficilissimo arrivare alla “manina” che ha stampato il documento e l’ha fatto pervenire al consigliere di Bologna città libera.

