5 giu. – Per la prima volta il Pride bolognese raggiungerà piazza Maggiore. Sabato 9 giugno il corteo si muoverà nel primo pomeriggio da piazza di Porta Saragozza, dove le persone si concentreranno dalle 14,30. Dopo il terremoto che ha colpito l’Emilia, la manifestazione dell’orgoglio lgbt ha scelto di mettere da parte i carri e di andare a piedi. Le spese risparmiate diventeranno fondi a sostegno dei terremotati, attraverso il conto dell’Arci nazionale (c/c 145350; iban: IT 39 V 05018 03200 000000145350).
La scelta di andare tutti a piedi, sotto lo slogan «Tutto continua con l’orgoglio», ha permesso di fare un percorso più centrale, quasi uguale a quello del primo pride bolognese del 1995: Porta Saragozza (davanti al Cassero, trent’anni fa prima sede concessa da un’amministrazione pubblica a un’associazione lgbt), via Frassinago, via Sant’Isaia, piazza Malpighi, via Marconi, via dei Mille, via Indipendenza, piazza Maggiore. Nel 1995 il Pride si era fermato in piazza Nettuno, senza poter entrare nella piazza di Palazzo d’Accursio e San Petronio.
Nel corteo ci saranno incursioni dei buskers della Par tòt e, al posto della musica diffusa dai carri, ci sarà quella improvvisata dalle bande, in testa la Banda Roncati, che quest’anno festeggia i suoi vent’anni.
Sul palco allestito di fronte al palazzo comunale, dalle 18 alle 21 si alterneranno gli interventi a parole e quelli musicali, introdotti dalla madrina della manifestazione, Vladimir Luxuria. Il primo sarà un saluto del sindaco Virginio Merola. Interverrà il padre di Daniel Zamudio, il ragazzo cileno «morto dopo le torture di un gruppo di neonazisti» a Santiago a marzo, ha ricordato Flavia Madaschi di Agedo, che riproporrà la necessità di una legge italiana contro l’omofobia «prima di vedere morire uno dei nostri figli come è successo a Daniel».
«Festeggiamo in tono minore perché noi trans, lesbiche, gay ci sentiamo parte del territorio e percepiamo il dramma che si è creato in Emilia-Romagna col terremoto, ma non rinunciamo a un momento che per noi è di festa, rivendicazione e politica alta», ha detto Porpora Marcasciano del Mit.
Oltre alla raccolta fondi che le singole associazioni aderenti destineranno ai terremotati, dalle 10 di sabato 9 giugno in piazza Nettuno si potranno acquistare prodotti agroalimentari di aziende di Bondeno e Cavezzo e 600 kg di Parmigiano reggiano di caseifici colpiti dal sisma. A Porta Saragozza alle 12,30 giovani creativi metteranno in vendita le loro opere a beneficio delle zone terremotate, attraverso l’associazione Mani Tese. Con lo stesso fine, sul web si potrà partecipare a un’asta per comprare 10 biglietti “vip” per il concerto di Madonna del 16 giugno a Firenze.
Anche gli incassi della festa che si svolgerà dalle 21 al Parco nord, saranno devoluti al conto dell’Arci a sostegno delle popolazioni danneggiate dal sisma, al netto delle spese di autofinanziamento della manifestazione.

