La politica sempre in ritardo


9 giu. – Probabilmente attorno alla statua di Padre Pio nei giardini di porta Saragozza a Bologna non c’è mai stata così tanta gente. Chissà cosa avrebbe detto il prete santo da Pietralcina della presenza dei gay cattolici proprio sotto la sua figura bronzea.
Ore 15.30 di un afoso sabato di giugno: tantissime e tantissimi di ogni generazione con una significativa presenza di giovanissimi. Ventenni o poco più, colorati e allegri.
Il Pride 2012 che ha marciato in questo strano inizio d’estate, mentre tante persone stanno soffrendo gli effetti del terremoto, ha vinto la sua scommessa. Quella di dare vita ad un grande corteo che ha mescolato la richiesta di diritti con la solidarietà attiva ai territori colpiti dal sisma.
Ma soprattutto le persone che hanno affollato le vie di Bologna hanno avvisato per l’ultima volta la politica, in particolare il centro sinistra, sul rischio di disertare le urne.
Chi ha partecipato al Pride ha chiesto risposte nette sull’introduzione del reato di omofobia e diritti per le persone omosessuali. La politica in questo momento sembra lontana anni luce e non bastano le presenze di quelli che sono venuti a Bologna.
Non bastano le parole del segretario del Pd Pierluigi Bersani, che definisce assurda la mancanza di una legge che regoli tutte le convivenze perché il leader sa quanto è lastricata nel suo partito la strada dei diritti civili.
Nel 2012 si è raggiunto il limite.
Il Palazzo sordo e sempre più staccato dalla gente verrà punito nell’urna. Lo si è visto alle amministrative. Lo si vedrà anche alle politiche, quando ci saranno. E dalla manifestazione dell’orgoglio omosessuale sono arrivati precisi messaggi in questa direzione.
E anche alla Chiesa dovrebbero arrivare le voci di questa bella, colorata e civilissima manifestazione. Senza il timore che venga giudicato offensivo ci sembra molto azzeccato quel cartello lasciato lì, sul basamento della statua di Padre Pio: “Pro life? Pro Condom!”. Messaggi da raccogliere e non da scacciare. E se la Chiesa, ma quanti erano i cattolici in corteo, può scegliere di non ascoltare la società, la politica si svegli! In qualsiasi momento sarà sempre in ritardo.

Giusi Marcante

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