Bologna, 31 ott. – “Magari la spallata al governo Renzi la diamo da qua”. Matteo Salvini è provocatorio e si dice convinto che la Lega possa vincere in Emilia Romagna (contro ogni pronostico) alle elezioni regionali del 23 novembre. E oggi, in visita a Bologna per la campagna elettorale del candidato della coalizione di centrodestra Alan Fabbri, non perde occasione per attaccare il candidato Pd Stefano Bonaccini, ribattezzato il “fantasma rosso” per l’occasione. “Il Pd è convinto di vincere anche se candida un posacenere”, rincara la dose e aggiunge: “L’Emilia Romagna è un sistema chiuso, non c’è libertà d’impresa e non vedo molta differenza tra Bologna e Cuba”. Secondo il leader del Carroccio infatti “se non sei iscritto alla Cgil e non hai la tessera Coop non lavori”. Salvini poi incita Fabbri e lo invita a telefonare a Bonaccini per chiedergli la “sospensione immediata di tutte le cartelle esattoriali di Equitalia” inviate ai terremotati. Mentre, non c’è da stupirsi, gli immigrati “vanno rimandati da dove sono venuti” secondo il segretario della Lega. “Capisco gli elettori del M5s– chiosa Salvini- perché hanno voluto e vogliono una politica più pulita”, ma non ha dubbi: “L’unica alternativa al Pd è il centrodestra”
Il coordinatore di Fi Giovanni Toti, al fianco di Salvini e Giorgia Meloni sul palco del Savoia hotel regency allestito per Alan Fabbri, si augura che l’Emilia Romagna sia “l’avamposto della disfatta della buona amministrazione di sinistra”. Toti crede che “in questa regione sia ora di voltare pagina. Nessuna notte può essere infinita- aggiunge- nemmeno la notte rossa dell’Emilia-Romagna”.
Consapevole del fatto che quella in palio il prossimo 23 novembre “non è sicuramente la regione dove è più facile misurarsi” con il centrosinistra, Giorgia Meloni si impunta sulla sanità. “Non ci sembra-insiste la leader di Fratelli d’Italia– che le liste d’attesa siano state abolite, anzi aumenta il pendolarismo verso le altre regioni”.
La parola passa poi a Fabbri che non manca di citare la condanna di Vasco Errani, dimostrazione secondo il sindaco leghista della “fine della superiorità morale del centrosinistra”. Mentre più attenzione dallo stato per i terremotati emiliani e “no” ai tagli ai bilanci regionali annunciati da Renzi sono i suoi cavalli di battaglia.
Infine Fabbri ha risposto ad un’accusa di Giulia Gibertoni, in corsa per il M5S alla presidenza della Regione. Nelle file dei candidati del centrodestra ci sarebbe anche un indagato per corruzione: Salvatore Campanaro, candidato dei Fratelli d’Italia, ex carabiniere che era finito indagato per reati tra cui la corruzione nell’inchiesta Doro Group. “Ho letto il comunicato: tutto quello che è stato detto non è vero” ha detto Fabbri.
Giovanni Panebianco

