La nota di Limina non zittisce i presidi

24 mag. – La nota di richiamo del direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Marcello Limina, non zittisce i presidi dell’Emilia Romagna. I presidi della Flc-Cgil e della Cisl Scuola sono convinti che il raccontare ai media le difficoltà della scuola italiana “non significa assumere delle posizioni critiche nei confronti del governo”, “ma semplicemente esercitare il proprio ruolo di dirigenti scolastici così come previsto dalla normativa”. I dirigenti invitano i colleghi a “non farsi intimidire continuando a informare, spiegare e raccontare in quale difficile situazione si trovi la scuola italiana”. Dalla scuola dell’infanzia (in cui saranno 600 i bambini esclusi) alle superiori, passando per la scuola primaria (in cui non verrà attivata nessuna delle 64 classi a tempo pieno richieste) e le medie, i sindacati denunciano un situazione grave, vicina al collasso.
La denuncia di Cgil e Cisl trova il sostegno nell’assessore provinciale all’Istruzione, Giuseppe De Biase, che esprime “solidarietà ai genitori e agli insegnanti” che protestano contro i tagli alla scuola pubblica e che critica Limina: “Non aiutano la risoluzione dei problemi atteggiamenti censori”.

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