Polemica su Marzabotto. Cardi: “La nomina di don Zanini è una provocazione”

21 apr. – La nomina di Don Dario Zanini “è tempo perso” ha detto Valter Cardi, presidente dell’associazione dei famigliari delle vittime della strage di Marzabotto, “con lui abbiamo già parlato e gli abbiamo detto che se ha delle verità riveli le fonti perché gli abbiamo detto che autorevoli storici hanno definito porcherie e menzogne che non rispondono al vero i suo scritti”.

Cardi è interventuto ad Angolo B in un confronto con il sindaco di Monzuno Marco Mastacchi che ha nominato l’anziano sacerdote nel Comitato regionale per le onoranze funebri dei caduti di Marzabotto. Cardi, che è anche vicepresidente del Comitato, si riferisce agli storici Luca Baldissarra e Paolo Pezzino ma ha ricordato la verità giudiziaria sancita dalla sentenza del tribunale militare de La Spezia arrivata fino alla Cassazione: dove si spiega che ciò che è avvenuto tra fine settembre e i primi giorni di ottobre del 1944 a Marzabotto e nel territorio vicino è stato un atto di guerra ai civili. “Non possiamo fare altrimenti che accettare questa nomina – ha aggiunto Cardi – ma con don Zanini il dibattito sarà molto sterile, in tutti questi 50 anni ha dimostrato di scrivere e di non rivelare mai la fonte delle sue notizie”.

Per il sindaco Mastacchi don Zanini “è una persona che ha vissuto da vicino gli eventi e può dare una lettura non letta sui libri. Noi vogliamo dare una voce a 360 gradi alla discussione su questi fatti; è giunto il momento che questi eventi tragici diventino un patrimonio culturale di tutti. Va benissimo lo studio degli eventi ma bisogna riconciliarsi tra le varie parti politiche italiane”. Don Zanini “ può aiutare a rimettere in discussione alcune situazioni raccontate da un punto di vista unico. A prescindere da quella che può essere una visione un pochino di parte, un pochino esasperata lui può dare un contributo”.

Ascolta il confronto mastacchi-e-cardi

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