La minoranza sfida Donini e presenta il suo Nuovo Pd

13 mag. – Il nuovo Pd di Piergiorgio Licciardello si presenta come portatore della discontinuità, dove discontinuità significa ricambio della classe dirigente. Quarantenne (come Donini), Licciardello ha rivendicato la distanza dal candidato favorito per la corsa alla segreteria provinciale a partire dal percorso di vita: “Lui è da anni in politica, mentre il mio percorso è soprattutto legato al mondo del lavoro” – una sorta di verginità dal terreno della “casta” e dagli ultimi 11 anni bui per il centrosinistra bolognese. Licciardello si è presentato insieme alla cattolica Amelia Frascaroli e alla ex diessina Gabriella Montera (assessore provinciale alle pari opportunità). Lo sostiene, tra gli altri, anche l’assesore provinciale all’ambiente Emanuele Burgin.
Un accordo con Guazzaloca? Mai. “Non è accettabile fare accordi o collaborare con l’ex sindaco che è salito a Palazzo D’Accursio tra i saluti romani”. E nemmeno con Daniele Corticelli di Bologna Capitale.
Il Pd per Licciardello dovrebbe parlare apertamente delle sue fragilità, a partire dall’incapacità di parlare con le persone. Per frenare l’emorragia di elettori il candidato pensa a primarie vere, a focalizzarsi su temi reali per la città e i bolognesi, ad una svolta a sinistra, senza ambiguità.
Nessuno parte battuto in partenza“, risponde a chi gli chiede quale risultato auspica per il congresso. “Spero di arrivare alla doppia cifra”.
Lunedì 17 alle 19.30 al Baraccano assemblea pubblica per la presentazione del programma.

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