26 feb. – La marea nera di combustibili che dal Lambro ha raggiunto il Po sarebbe stata fermata all’Isola Serafini, tra Piacenza e Cremona. L’annuncio è del capo della protezione civile, Guido Bertolaso. Sarebbe sfuggito il 5-10% della sostanza inquinante che si spera di fermare prima del Delta del Po attraverso l’uso di altre due barriere antinquinamento nelle province di Mantova e Rovigo.
Nel frattempo, si è mossa l’Arpa Emila Romagna che opera un monitoraggio costante sulle acque superficali ma anche di falda del fiume. Secondo il responsabile regionale Stefano Tibaldi, i dati finora registrati sono più confortanti del previsto.
Dopo il transito, ieri sera nel tratto reggiano del po, la massa oleosa è attesa nelle prossime ore a Ferrara. Al momento non si registrano particolari emergenze ma i danni all’ambiente sono già visibilmente rilevanti perché la miscela di idrocarburi e petrolio sta imbrattando larghi tratti delle sponde del fiume che nei prossimi giorni dovranno essere sottoposte ad un intervento di bonifica. Ai nostri microfoni il presidente provinciale di Legambiente di Reggio Emilia, Massimo Becchi, ha detto che “l’emergenza è stata gestita con incredibili ritardi da parte del governo e delle regioni. Il fenomeno – ha sottolineato Becchi – doveva essere arginato sul Lambro ma ben poco è stato fatto. Ora il rischio vero riguarda la zona del ferrarese, dove le acque del fiume vengono attinte per uso irruguo e potabile”.

