20 ago. – “Penso che molti genitori, che conoscono la storia di Federico, se quei quattro tornano in servizio dovunque sia avranno veramente tanta paura”. Per Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi, il giovane ucciso il 25 settembre 2005 nel corso di un controllo di polizia da quattro agenti in forze alla Questura di Ferrara, gli assassini di suo figlio non possono tornare in servizio. L’auspicio di Moretti è che da qui a quando termineranno i sei mesi di sospensione, successivi alla pena, gli assassini di suo figlio siano destinati ad altro. “Non dico che debbano essere licenziati” dice Moretti, ma non devono tornare a ricoprire gli stessi incarichi. “E’ gente che ha ucciso” dice ancora la madre di Aldro.
Rispetto alle querele a tappeto che il Coisp ha inviato a politici e giornalisti, in seguito alle polemiche circa il presidio del 27 marzo scorso, per Moretti parla di “ansia di apparizione”. Si tratta di un comportamento “arrogante e intimidatorio” secondo la madre di Federico.

