La libertà in uno zainetto


5 mar. – Il sapore della libertà: uno spazzolino e dentifricio, una saponetta e due pacchetti di fazzoletti, due magliette, una mutanda e un paio di biglietti dell’autobus. E’ questo il kit, all’interno di uno zainetto, che verrà consegnato ai detenuti indigenti al momento della scarerazione. Un progetto sperimentale finanziato dalla Regione con 12mila euro e che partirà a metà marzo. Sono 200 i kit già pronti, quanto basta per qualche mese, se si pensa che ogni giorno escono dal cercere circa 6 persone. Lo scorso anno, a fronte di 2428 entrate ci sono state 2423 uscite.


Un dato che non stupisce, a sentire il direttore della Dozza, Gianluca Candiano: “In Italia, il 30% dei detenuti viene scarcerato nei primi 3 giorni, e in Emilia Romagna la percentuale è anche più alta”. E se è vero che, sempre per il direttore, “Il kit è poco, molto poco”, bisogna considerare che sempre più persone in carcere sono in condizioni di assoluta povertà. “A Natale siamo noi volontari a dare ai detenuti qualche spicciolo, perché possano chiamare a casa”, racconta indignato il presidente dell’Associazione volontari carcere, Giuseppe Tibaldi. Nello zaino c’è anche il “libretto” realizzato da Piazza Grande con gli indirizzi a cui rivolgersi per trovare un posto dove dormire o mangiare; abbastanza inutile per il responsabile dell’area trattamentale del carcere, Massimo Ziccone: “Nei dormitori ci possono andare solo gli italiani, ma il 70% dei detenuti sono stranieri senza permesso di soggiorno, che quando escono non hanno niente e nessuno”.

Pictures by Roberto Serra/Iguana Press

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