30 mar. – La Lega Nord propone una visita medica e il test della tubercolosi per gli immigrati ed in comissione comunale è subito scontro. Il consigliere Pd Tommaso Petrella parla di “allarmismo” leghista e di “richieste fuori dalla realtà”.
Il direttore dell’unità operativa di Pneumologia del Bellaria Franco Falcone chiede di non liquidare il problema in maniera ideologica. Delle proposte della consigliera del Carroccio Mirka Cocconcelli accoglie con favore quella di uno “studio accurato sulla tubercolosi”. “Una prevenzione sarebbe utile” conclude Falcone che ad inizio seduta ha dato i dati sull’incidenza della malattia: in Italia ci sono 7 casi di Tbc ogni 100mila persone, l’incidenza sale a 10,5 in Emilia Romagna, a 14,5 nel distretto Ausl di Bologna e a 19,5 in città.
Tra il 1999 e il 2011 i casi conclamati e contati dall’Ausl sono stati molto alti tra gli italiani sopra i 64 anni, ma anche tra gli immigrati in età lavorativa. E’ anche vero, però, che tra il 2009 e il 2011 i bambini malati si sono registrati in particolare tra i nati in Italia e non all’estero e che gli stranieri che si ammalano lo fanno nei primi tre anni di vita in Italia, dice Anna Rosa Gianninoni dell’Ausl, probabilmente per malnutrizione, alloggi affollati, condizioni igieniche precarie. Gianninoni precisa poi che il test della Tbc si fa già nei bambini immigrati che provengono da paesi ad alta incidenza della malattia quando sono iscritti a scuola, tra diversi detenuti e agli operatori sanitari. Inoltre, in presenza della patologia si fa il test a tutte le persone venute a contatto con il malato.

