La Lega blinda Maroni

5 mag. – Si fa teso il clima in città in vista della giornata di domani, venerdì 6 maggio, sciopero generale, con corteo, della Cgil e contemporaneo tour elettorale del ministro dell’Interno Roberto Maroni in sostegno a Manes Bernardini. Se da una parte i collettivi e i centri sociali annunciano contestazioni e invitano la Lega Nord a fare un passo indietro per evitare tensioni, dall’altro i lumbard emiliani non intendono retrocedere. Confermato sia il tour per la città del ministro Maroni (i dettagli però, “per motivi di sicurezza“, non li hanno forniti) sia il banchetto in pieno centro che, secondo il tpo, dovrebbe essere dalle 14 in piazza di porta Ravegnana, a pochi metri da dove in mattinata si terranno i comizi conclusivi della Cgil. Alla questura, però, non risulta alcuna richiesta di banchetti della Lega Nord sotto le Due torri.

Di “provocazione bella e buona” parla il leader del Tpo Gianmarco De Pieri. “Non è che Bernardini cerca i tafferugli senza che i militanti del Carroccio siano coinvolti?” si chiede De Pieri, che aggiunge: “Non è che ha fatto apposta a costruire una provocazione” per incassare poi, in caso di disordini, la solidarietà della città? La risposta di Bernardini è immediata: “Confermiamo il banchetto“. E rilancia definendo “fascista e squadrista” l’atteggiamento dei collettivi e dei centri sociali.

Bernardini chiede inoltre solidarietà preventiva, rivolgendosi soprattutto a Cgil e Pd: “Certe forze politiche e sindacali dovrebbero prendere le distanze. I primi responsabili di quello che accadrà domani sono chi legittima con l’omertà o con l’assenso questo tipo di atteggiamento“.

Oltre alla giornata di domani, la macchina organizzativa in camicia verde è in fibrillazione per il mega evento di domenica, quando piazza Maggiore ospiterà i comizi di Umberto Bossi e del ministro del tesoro Giulio Tremonti. Un grande palco coperto, 12 gazebo e 300 i posti a sedere: sono questi i numeri per il ritorno, dopo tanti anni, del Senatur sotto le Due torri. La manifestazione leghista inizierà intorno alle 18.30, ma il clou è previsto per le 20.30 quando il microfono passerà ai due ministri.

 

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