13 ott. – “Il mercato degli stupefacenti è parcellizzato sia per quanto riguarda i consumatori che per chi vende. Per la ketamina un tempo il rapporto tra lo spacciatore e l’acquirente poteva essere fiduciario ma adesso si trova tranquillamente anche in strada come dimostrano le nostre indagini a Bologna”. E’ l’opinione del capo della squadra mobile della Questura Fabio Bernardi che per molti anni ha diretto la sezione antidroga della questura di Milano. Bernardi crede che la diffusione così massiccia della ketamina a Bologna (a Milano non è così ad esempio) sia probabilmente da collegare ad una presenza numericamente alta di studenti, popolazione giovane che ama l’aggregazione. Ancora sulla ketamina avverte: “gli esperti dicono che, se proprio si deve assumere lo si faccia almeno con un sitter accanto, ovvero un amico che accompagni durante gli effetti fino a che non scompaiono”.
Sulla vicenda della morte di Enrico Rumolo dopo una serata al Synklab Bernardi ricorda anche l’assunzione di Mdma da parte del ragazzo: “In Italia finora non si sono registrate persone morte per assunzione di ketamina mentre c’è un elenco di decessi per Mdma, anche solo per l’assunzione di una pastiglia. La risposta è sempre individualizzata e questo non va mai dimenticato”.
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