6 lug. – Sala gremita di tifosi accaldati, striscione della Fossa a fare da coreografia, molti supporter eccellenti. Un anno dopo il tifo fortitudino si è ritrovato ancora alla Sala Benassi per ragionare del futuro della società, che salvo colpi di coda è vicina a un poco onorevole fallimento. Sul palco, moderati dal giornalista Luca Corsolini, siedono Roberto Casson e Roberto Spera, rispettivamente amministratore e commercialista della Effe, i quali tengono a precisare che sono lì esclusivamente a titolo personale e non in rappresentanza della società o del presidente Sacrati. Seguono Marco Bonamico, presidente della Legadue, “Riccio” Ragazzi, consigliere federale e Giancarlo Galimberti, presidente FIP regionale. Chiudono Pellacani, “garante dei tifosi” eletto un anno fa, e l’avvocato Palumbi, storico tifoso e dirigente biancoblu, proprietario di una piccola quota di minoranza della società.
Inizialmente si è cercato con l’aiuto di Casson e Spera, di dirimere la complicata questione del tentativo di scissione in atto. Attraverso una nuova affiliazione alla federazione infatti, la società sta tentando di lasciare i debiti in una “bad company” per trasferire iscrizione e titolo a una nuova società che dovrebbe mettere in campo la prima squadra, mentre all’altra rimarrebbero i debiti e il settore giovanile, oltre alla gestione del Paladozza.
Il dibattito è proseguito, in una tensione palpabile, tra botta e risposta anche piccati sul palco, come quello tra Bonamico e Palumbi, smorzato dal moderatore, ma che pochi minuti dopo vede Bonamico abbandonare la sala. La tensione esplode poi quando da più parti (Casson e Palumbi) si mette in dubbio l’intenzione di Sacrati di vendere effettivamente la società come annunciato pochi giorni fa, il tifo fortitudino comprensibilmente non è più in vena di sopportare boutade o provocazioni.
Una volta definita l’entità dei debiti (circa 700000 euro) nei confronti di soggetti tesserati, che è indispensabile sanare entro il 12 luglio pena il parere negativo della Comtec e la probabile successiva radiazione, si è dipanata una proposta di azione da mettere in campo nei prossimi giorni, tra mille incertezze e difficoltà.
I tifosi, capeggiati dalla Fossa dei Leoni, costituiranno un’associazione senza fini di lucro, che inizierà immediatamente già dalla giornata di oggi una raccolta di fondi per tentare di racimolare quanto serve. Contestualmente una delegazione di tifosi capeggiata da Pellacani, tenterà di mettersi in contatto con Sacrati per sondare le sue reali intenzioni e in caso proporsi come acquirente. In caso di risposta affermativa, magari con l’aiuto di imprenditori ad oggi anonimi ma che Palumbi assicura già essere pronti ad entrare in azione,una soluzione potrebbe essere quella di transare al ribasso i debiti con i tesserati, chiedere la rateizzazione del dovuto all’erario, tentare di congelare la questione Paladozza per diluire o rimandare il pagamento degli oltre sei milioni di euro di debiti contratti con il Comune di Bologna (vero scoglio che tiene lontani possibili acquirenti a detta di molti).
Il tutto, in 6 giorni, armati solo del proprio impegno, dei propri risparmi e della propria ferrea volontà di non darsi per vinti, una volontà ben testimoniata dalle centinaia di persone rimaste per più di 4 ore a seguire con nervosa e accaldata partecipazione questa incredibile riunione fortitudina.
(foto Iguana Press)

