17 nov. – «Manifestare sotto le sedi sindacali è sempre un errore». Dopo il corteo della Fiom a Porretta fin sotto la sede locale della Cisl, il segretario bolognese della Cgil Cesare Melloni critica l’iniziativa, «perché – spiega – indebolisce le stesse ragioni ed istanze di una completa democrazia sindacale richieste dalla Fiom e dalla Cgil». Allo stesso tempo, Melloni respinge la definizione data dal segretario bolognese della Cisl Alessandro Alberani, che ha bollato come una «marcia» il corteo Fiom di oggi e ha definito iniziative «indegne della democrazia» quella odierna e l’invasione del Consiglio comunale di Bologna, ieri, da parte dei metalmeccanici della Fiom.
«I nostri delegati sono preoccupati – spiega Alberani, che ora si è rivolto al prefetto – negli ultimi due mesi nel parcheggio della Cisl bolognese sono state tagliate le gomme ben due volte all’auto del segretario della Fim, Marino Mazzini. Non avevamo volutamente denunciato questi fatti perché volevamo tenere il tono basso. Oggi però sono costretto davanti alla preoccupazione dei nostri delegati a non passare più sopra a nulla». Per Melloni «è grave avallare, come fa il segretario della Cisl, una continuità fra le iniziative della Fiom ed atti teppistici perché alimenta un clima di sospetto nel quale, alla fine, le ragioni del conflitto sociale vengono declassate a problemi di ordine pubblico».
Lo sciopero delle tute blu della Cgil e il corteo di Porretta fanno parte della settimana di mobilitazione prevista a livello nazionale contro l’accordo separato per il contratto firmato da Fim e Uilm. «I lavoratori sono stati educatissimi – li difende il segretario provinciale della Fiom Bruno Papignani – si sono limitati a urlare “Referendum, referendum!”: un’iniziativa civilissima». Qualcuno, però, proprio sotto la sede Cisl, avrebbe gridato anche “Vergogna, vergogna!”.

