“La Dozza va chiusa, evacuata e ristrutturata”

Bologna, 12 mag. – “Condizioni igieniche sufficienti”, ma con diverse “carenze sia strutturali che manutentive e gestionali”. E’ la fotografia della Dozza scattata dall’Ausl dopo l’ultimo sopralluogo all’interno del carcere di Bologna, effettuato lo scorso 11 dicembre. Il Circolo “Chico” Mendes ha esaminato il rapporto, insieme all’associazione di detenuti Papillon, e invierà alla commissione europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo precise osservazioni. Secondo le due associazioni, la Dozza andrebbe “chiusa, evacuata e ristrutturata”.

Nonostante il sensibile calo dei detenuti, il carcere di Bologna è ancora in sovraffollamento. A fronte di una capienza ottimale di 483 persone, al momento ne sono presenti 892, di cui 530 stranieri. C’è una differenza tra la sezione giudiziaria in cui a fronte di 339 posti sono ospitati 730 detenuti, e la sezione penale che di posti ne conta 50 ma ospita 98 persone. Di conseguenza, celle di 10 metri quadrati previste per un occupante vengono utilizzate da due ospiti, con tutti i correlati problemi di vivibilità, privacy e di natura igenico-sanitaria, dovuti anche all’utilizzo del bagno come deposito di alimenti. Nella sezione femminile invece l’affollamento pare meno marcato. Con 64 persone contro una capienza ottimale che ne conterebbe 46, le celle sono quindi quasi tutte singole.

Altro punto sottolineato fortemente dal circolo è la mancanza di un refettorio per i detenuti: questo rischia, secondo Vito Totire, di amplificare il livello di rischio biologico connesso ai problemi di salute dei detenuti. Si contano 223 uomini e 10 donne tossicodipendenti, 16 maschi e 4 femmine sieropositivi ed infine 2 maschi ed una femmina positivi all’epatite C. Si segnala inoltre un caso di tubercolosi, non bacillifera.

Per quanto riguarda il personale sanitario della Dozza, il circolo Chico Mendez chiede che sia l’Ausl a gestire direttamente i compiti da svolgere all’interno del carcere, senza doversi appoggiare a nessun ditta esterna. Al momento infatti dei 25 infermieri presenti alla Dozza, 12 sono dipendenti Ausl e i restanti 13 di una cooperativa (per la maggiore immigrati).

Secondo Totire poco o nulla è stato fatto rispetto agli interventi manutentivi segnalati nella precedente relazione del primo semestre 2013: dal problema dell’umidità e della muffa causata dall’accumulo di vapore alle infiltrazioni d’acqua.

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