La difesa del poliziotto: “Erano rapporti consenzienti”

14 mar. – Ha ammesso di aver avuto rapporti sessuali con tre delle quattro donne che lo accusano, ma erano rapporti consenzienti. Ha risposto così al giudice Pasquale Gianniti l’assistente capo Claudio D’Orazi, il poliziotto dell’ufficio immigrazione arrestato  con l’accusa di concussione sessuale per aver abusato della sua posizione pretendendo rapporti sessuali da donne straniere che dovevano rinnovare il permesso di soggiorno. D’Orazi ha raccontato che, grazie al suo lavoro, ha intrapreso diverse relazioni con donne, anche italiane ma che in nessun caso avrebbe utilizzato la minaccia. Tra l’altro, è stato un altro argomento utilizzato dall’arrestato, per due di queste ragazze non era lui ad occuparsi della procedura per il rinnovo del permesso. Secondo il suo legale, l’avv. Gabriele bordoni, “ha dato una versione dei fatti molto particolareggiata e in larga parte molto credibile”. Il legale non ha chiesto per ora gli arresti domiciliari.

Dall’ordinanza del gip Gianniti emergono altri particolari sul rapporto tra l’uomo e le donne che lo accusano: in due anni gli investigatori hanno tracciato 826 telefonate in entrata e in uscita con una delle 4 ragazze.

D’Orazi è il quinto poliziotto della Questura di bologna arrestato in pochi giorni, anche se per fatti diversi. Intanto emerge l’ammissione dell’agente delle volanti Giovanni Neretti che ha riconosciuto le botte, ma non la rapina, al pusher tunisino prelevato in un bar il 12 novembre scorso. Neretti si trova ancora al S.Orsola nel reparto detenuti e ha inviato una memoria alla Procura tramite il suo legale avv. Fabrizio Petix. Giovedì 15 marzo verranno interrogati dai pm gli agenti Pace e Pellicciotta che si trovano in carcere a Ferrara.

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