La crisi non va in ferie

21 lug. – Aumentano le aziende metalmeccaniche della provincia di Bologna che fanno ricorso agli ammortizzatori sociali e quelle che cessano la propria attività. Gli effetti della crisi, secondo gli ultimi dati forniti dalla Fiom-Cgil, si sono fatti sentire già per 1.015 lavoratori che, da aprile a oggi, hanno perso il posto. A settembre, afferma il report del sindacato, altri 2.200 rischiano di essere messi in mobilità.
La cassa integrazione, ordinaria e straordinaria, coinvolge in provincia 607 aziende e 21.450 dipendenti (su un totale di 25.662); 159 aziende stanno benificiando della prima o seconda proroga per ciò che riguarda gli ammortizzatori sociali, altre 10 (tra cui Assa Abloyd, Sicor e Harris) hanno chiuso.

Oltre ai casi di Harris Calorific (azienda nella quale è stato raggiunto un accordo che consentirà ai lavoratori – tutti in uscita – di ottenere per 5 anni integrazioni al redditto, oltre a 32mila euro netti), Fini Compressori (sono previsti 120 esuberi) e Magneti Marelli (coinvolta nella crisi Fiat), a destare maggiori preoccupazioni è il settore del motociclo. Dopo le ferie estive la Ducati Motor, la Morini e la Malaguti faranno ricorso alla Cig. «C’è il rischio che passata la crisi l’intero settore subisca un ridimensionamento», ha spiegato Bruno Papignani, segretario provinciale della Fiom.
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Dopo l’estate tornerà d’attualità anche l’argomento del nuovo contratto. La Cgil, che a differenza di Cisl e Uil non ha firmato l’accordo nazionale, propone un adeguamento anticrisi del biennio economico. «Chiediamo 130 euro al mese in più per tutti e l’estensione della cassa integrazione a  104 settimane».
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