11 dic. – La crisi continua in Emilia-Romagna e a Bologna. E’ ciò che emerge dai rapporti sui primi nove mesi del 2009 presentati da Istat, Fiba (sindacato bancari Cisl) e dall’Ufficio statistico del Comune di Bologna.
EXPORT. Secondo i dati presentati dall‘Istat, le esportazioni delle aziende in regione sono calate del 25,4%. Il numero dei beni esportati è calato da 36 a 27 miliardi, un trend negativo che supera quello nazionale (-23,1%). In leggero calo anche la quota regionale sul totale dell’export nazionale, che passa dal 13,1% al 12,7%.
Tra i settori più colpiti in Emilia-Romagna ci sono i metalli di base e i prodotti in metallo (-31,1%), i mezzi di trasporto (-35,3%) e sostanze e prodotti chimici (-22,6%).
PRESTITI ALLE IMPRESE. Segnali di crisi arrivano anche per le banche. Secondo un rapporto della Fiba, il sindacato dei bancari Cisl, i prestiti delle banche sarebbero cresciuti di poco più dell‘1% a fronte di un aumento nazionale dell’1,9%. L’Emilia-Romagna sarebbe quart’ultima in questa classifica. Fa eccezione la provincia di Bologna che vede, invece, una crescita del 4%.
La Fiba ha denunciato anche il rischio di una riduzione degli organici, visto che le banche, per la prima volta, non stanno riconfermando i contratti a termine.
AZIENDE ATTIVE. Il rapporto dell’Ufficio statistica del Comune di Bologna ha dato oggi il trend sul numero delle imprese iscritte alla Camera di Commercio. Nel comune ci sono 30 imprese attive in meno (pari a un -0,2%), ma anche 46 cancellazioni in più dal registro della Camera di Commercio rispetto allo scorso anno. Un numero di aziende che, tuttavia nel comune di Bologna resta abbastanza stabile. Questo perché, nonostante le numerose chiusure nel settore dell’industria e delle imprese, il settore dei servizi ha compensato le perdite.
Il calo è più significativo, infatti, in provincia con 314 aziende attive (-0,8%) in meno e 149 cancellazioni in più.

