16 lug. – Anche Legacoop ha sentito gli effetti della crisi. Il valore della produzione nel 2009 è calato del 3,6%. I dati sono calcolati su 34 cooperative campione su 235 affiliate, che rappresentano l’80% della produzione. Dal volume di fatturato è stata però esclusa l’acquisizione straordinaria di Pirelli Real Estate da parte di Manutencoop, che da sola avrebbe garantito un segno positivo del 6,1%.
A soffrire più di tutti il settore immobiliare, che ha perso il 25%, seguito da produzione-lavoro (-11,2%), agroalimentare (-9,5%), culturale (-9,5%) e logistica (-8,2%). In aumento invece la distribuzione (+1,5%) e le coop sociali (+12%).
Secondo la direttrice generale Ethel Frassineti i maggiori problemi sono derivati dallo “squilibrio tra tariffe e costo del lavoro”. I vertici di Legacoop hanno mostrato preoccupazione per il welfare: “La riforma delle Asp è rimasta incompiuta, quella del decentramento si è sovrapposta” e le risorse calano. In città la situazione è quella di differenti trattamenti in ogni quartiere – spiegano.
Per il 2010 le prospettive non sono rosee: “Per chi lavora con le pubbliche amministrazioni la filosofia di tagli lineari e non modulati di questa manovra è una preoccupazione fortissima”.
Per quanto riguarda l’occupazione c’è stato un massiccio uso degli ammortizzatori sociali in deroga. I contratti a tempo determinato sono calati del 19,8%, mentre sono cresciuti del 4,4% quelli a tempo indeterminato. A giugno erano in cassa integrazione 826 persone.
Il presidente di Legacoop Gianpiero Calzolari ha definito la situazione di Bologna “Fase drammatica. Una città che non si sta occupando di uscire dalla sua crisi economica, mentra abbiamo bisogno che si rimbocchi le maniche. Non è possibile metterci 10 anni per fare un filobus.” ha detto riferendosi ai cantieri del Civis. Urge il ritorno della politica, per Calzolari: “Servono soluzioni che un commissario, pur bravo come questo, non può dare”.

