La città non aiuta il Pratello

20 ago. – La città non fa abbastanza per il carcere minorile del Pratello. L’accusa, diretta ad enti locali (Comune e Provincia) è del dirigente del Centro Giustizia Minorile per l’Emilia-Romagna Giuseppe Centomani. Questa mattina ai nostri microfoni Centomani ha spiegato che la formazione professionale, che per legge deve essere garantita durante l’intero anno, al Pratello esiste soltanto per 5 mesi. Per il dirigente amministrazioni e assessorati si impegnano in azioni anche valide, ma sporadiche, senza inquadrarle in un disegno complessivo.

centomani

Anche la Garante per i diritti delle persone private della libertà personale Desi Bruno ha ammesso che gli enti locali mancano di «progettualità complessiva», ma ha affermato che «L’amministrazione della giustizia sta scaricando sugli enti locali ogni tipo di responsabilità. Non ci si può appoggiare soltanto su volontariato, terzo settore ed enti locali, tagliando i fondi».

Quanto alla carenza di personale, Centomani ha ammesso che il problema esiste ed è cronico. Si può risolvere con l’utilizzo di militari, che in 60 a Bologna presidiano obiettivi sensibili? Secondo Centomani «non ci si può improvvisare poliziotti penitenziari e ciascuno deve fare il suo mestiere». No dunque ad «interventi che hanno una efficacia soltanto d’immagine e in qualche modo anche demagogica»

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