3 mar. – Il XVII congresso della Cgil bolognese si è chiuso oggi pomeriggio con la conferma del segretario Cesare Melloni, votato dalla maggioranza del direttivo (su 147 presenti 96 voti a favore, 4 contrari, 46 astenuti, una scheda bianca). Non si è ricomposta, però, la frattura tra la “mozione uno”, sostenuta dallo stesso Melloni e dallo Spi, e la “mozione due”, caldeggiata dalla Fiom: quest’ultima, infatti, nell’Assemblea congressuale, si è astenuta dal votare Melloni e ha votato contro il documento politico che ha chiuso i lavori (approvato con 225 voti a favore, 142 contrari e 2 astenuti). Il voto ottenuto dalla mozione uno rappresenta il 63%. Melloni, alla guida della Camera del Lavoro cittadina dal 2002, sarà un segretario a tempo, il suo incarico scadrà in autunno e non potrà essere rinnovato. A quel punto sarà il direttivo votato ieri a trovare il sostituto.
La divisione si era acuita ieri sera, quando la commissione politica ha votato un documento, ma solo a maggioranza. Questa mattina alcuni delegati spiegavano così la propria adesione all’una o all’altra mozione
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Oggi ha partecipato ai lavori congressuali, presso il Cnr di via Gobetti, anche il segretario generale della Cgil. Sollecitato dai giornalisti sul disegno di legge che modifica il processo del lavoro introducendo la conciliazione obbligatoria fra il lavoratore e il datore di lavoro, Guglielmo Epifani ha annunciato un ricorso alla Corte costituzionale, se il ddl, in discussione finale al Senato, sarà approvato; cosa che è avvenuta in tarda sera.
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Pictures by Mario Carlini/Iguana Press

