La Fini compressori di Zola Predosa è disposta a rinnovare la cassa integrazione, passando da quella in deroga alla speciale, ma in cambio chiede 26 licenziamenti volontari. Lo denunciano le Rdb-Usb che gridano al ricatto e promettono iniziative nei prossimi giorni.
L’attuale cassa straordinaria non coinvolge tutti i dipendenti e quindi 26 degli 88 dipendenti dell’azienda bolognese dovrebbero andarsene volontariamente, per dare agli altri la possibilità di usufruire ancora degli ammortizzatori sociali.
Questo meccanismo deriva dall’accordo, firmato il 7 ottobre scorso da Fim e Fiom che, secondo quanto dicono dal sindacato di base, prevede una cassa integrazione a zero ore, senza integrazione e senza anticipazione aziendale. Le Rdb-Usb hanno già impugnato la cassa a zero ore e contestano anche il ritardo nei pagamenti da parte dell’Inps.
Le Rdb criticano Fim e Fiom anche perché avrebbero presentato dei consulenti bancari ai lavoratori, per degli anticipi sugli assegni della cassa integrazione. Quando arriveranno gli assegni dell’Inps, quindi, questi saranno incassati direttamente dalle banche. “Non sono i cassintegrati a doversi indebitare” dice Luigi Marinelli delle RdB “doveva essere l’azienda a farlo”.

