La Bologna di Bernardini: famiglia tradizionale e meno stranieri

27 apr. – E’ sempre stato descritto come “il volto umano della Lega”, ma nel programma presentato questa mattina Manes Bernardini non c’è andato leggero. Nelle 20 paginette, che come ha ricordato più volte ha voluto scrivere personalmente, l’ex consigliere comunale ha elencato in 30 punti schematici cosa intede fare.

Oltre ai sempre verdi slogan sulla “lotta al degrado” e “più sicurezza a Bologna”, Bernardini vuole che venga rispettato il tetto del 30% di studenti stranieri nelle classi come stabilito dalla riforma Gelmini, promette “una rigida regolamentazione e maggiori controlli sulle attività commerciali gestite da extracomunitari“. E poi ancora lancia la “Carta Famiglia” per le sole famiglie fondate sul matrimonio: “una tessera elettronica prepagata che darà diritto all’applicazione di agevolazioni, riduzioni di prezzi e tariffe presso strutture pubbliche e strutture private“. La carta spetterebbe ai nuclei famigliari con più di 3 figli. Inoltre, per le case popolari il candidato leghista vuole dare la precedenza ai bolognesi.

Bernardini ha scelto di presentare il programma, che verrà spedito a 200mila famiglie bolognesi, nella sede del Circolo Mazzini, in via Emilia Levante, “nel cuore del problema Civis“. E’ qui che il leghista si erge a unico e solo paladino della lotta al tram su gomma: “Noi della Lega siamo i soli ad avere le mani pulite sul Civis” ha attaccato. Il programma del candidato leghista prevede poi uno “stop alle consulenze improduttive”, promette “trasparenza e professionalità nelle nomine” e un unico assessorato per traffico e urbanistica.

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