1 mag.- A Copparo, nel ferrarese, la Fiom ha festeggiato il primo maggio con gli operai della Berco. L’azienda di cingoli del gruppo ThyssenKrupp è a rischio perché la multinazionale tedesca avrebbe deciso di lasciare a casa più di 600 lavoratori. Sarebbe un colpo mortale per il territorio visto che sulla Berco ruotano le economie di intere famiglie e l’indotto. Il sindacato dei metalmeccanici della Cgil ha deciso di essere a Copparo anche per prendere le distanze dalla decisione di festeggiare in piazza Maggiore con la tavola rotonda aperta a Unindustria e Legacoop. Per Bruno Papignani, segretario regionale Fiom, “un lavoratore che prende 800 euro in cassa integrazione o che è disoccupato non è sulla stessa barca di un imprenditore”.
Quella della Fiom è stata una giornata “militante” come l’ha definita il sindacalista Mario Nardini. Dopo gli interventi sindacali, ha parlato anche la lavoratrice ex Aimeri Maria Pia Barbieri che con le sue colleghe rischia il licenziamento per un cambio d’appalto nei servizi dello smistamento della spazzatura del gruppo Hera, spazio al buon cibo e alle grigliate nel parco dove è stata organizzata l’iniziativa.
Giovedì 2 maggio previsto un incontro a Roma, al ministero dello sviluppo economico. Sarà una delle prime vertenze di cui dovrà occuparsi il neo ministro Flavio Zanonato. La Fiom propone che la situazione venga affrontata con i contratti di solidarietà in attesa di capire se Thyssen vuole investire nell’azienda o semplicemente sbarazzarsene vendendola a chi poi la potrebbe smantellare.

