16 mag. – “È stato John Lydon a rovinare quel disco“: a pronunciare queste parole ai nostri microfoni, la scorsa settimana, è stato Keith Levene, uno dei chitarristi più importanti delle ultime decadi, membro fondatore dei Clash e dei Public Image Ltd. Ed è proprio a un disco dei PIL che Levene si riferisce: la band, intorno al 1982-83, viveva una fase difficile. Il bassista Jah Wobble si era allontanato e il chitarrista era in rotta con Lydon: ciononostante i musicisti registravano dei brani che, nelle intenzioni di Levene, dovevano finire in un disco intitolato Commercial Zone. Ed effettivamente quel disco uscì, ma alla chetichella: Levene fuggì negli USA con i nastri, il disco venne stampato, i PIL risposero con un “cease&desist” e il rapporto tra la band e il chitarrista finì lì, sigillato dalla pubblicazione di This Is What You Get This Is What You Want, nel 1984, che è Commercial Zone ripensato, in sintesi.
“Fondamentalmente quello che sto facendo è Commercial Zone 2014 come doveva essere fatto”, ci ha detto Keith, raggiunto negli studi di Praga dove sta lavorando da solo a quello che è il disco che vuole fare da trent’anni. “Quello che è successo con i PIL è successo, non importa: l’idea di base funziona ancora e sarà un album fantastico”. Un disco finanziato dai fan, che hanno versato una cifra che è il doppio dell’obiettivo fissato sulla piattaforma di crowdfunding. “Ogni copia sarà unica, confezionata da me a mano”, ha aggiunto il nostro ospite. Tutto il disco è realizzato da zero, senza utilizzare tracce che risalgono a trent’anni fa e nessun’altro musicista è coinvolto: tuttavia non è detto che, una volta che il disco uscirà, non vengano chiamate altre persone: “E’ nella natura del disco che si evolva“. Vedremo come.
Ma che disco sarà? E Levene continua a esercitarsi come fa da decine di anni (nel mondo punk e post punk era di certo uno dei chitarristi più preparati)? E vale ancora la sua massima di non fare rock? Keith ha risposto a queste e ad altre domande nell’intervista esclusiva che abbiamo mandato in onda a Maps martedì scorso.



