La partita dura mezz’ora. Ma con la sensazione che tutto resti vivo per il Bologna fino a che si resta sullo zero a zero, perchè fin dall’inizio la Juve prende possesso della partita e impone la sua superiorità tecnica e fisica.
Donadoni schiera un 4-3-3 confermando il centrocampo, inserendo la coppia di centrali più affidabili – Helander e Gonzalez – e tenendo in avanti Destro in mezzo. All’esterno il giovane Okwonkwo al posto di Palacio, ennesima bocciatura dunque per Krejci.
Come dicevamo, nella prima mezz’ora la Juve macina, il Bologna si chiude a riccio ma non rischia più di tanto, anche se la costante pressione bianconera mette apprensione.
Il Bologna mette il naso fuori al 26°, Donsah fa una cavalcata delle sue, arriva al limite dell’area bianconera e si libera bene al tiro ma la stoccata è centrale e Szczesny para. Sul ribaltamento di fronte, punizione dal limite spostata sull’angolo sinistro per Pjianic, Mirante mette la barriera sul primo palo dove ovviamente arriva il tiro del bosniaco, poi si butta e appare sulla palla, pronto a respingere, ma incredibilmente invece che fuori dalla porta la butta dentro.
Il Bologna a questo punto si scioglie, non c’è reazione, anche perchè su tutte le palle arrivano prima i bianconeri. Sembra che per i rossoblù il risultato massimo sia arrivare col minimo svantaggio all’intervallo, ma il solito Pjanic al 37° inventa un lancio millimetrico in area per Mandzukic che controlla perfettamente, si beve M’Baye e trafigge per la seconda volta Mirante.
Partita che nella ripresa non ha più storia, Donadoni inserisce subito Petkovic per Destro che pure non ha fatto peggio di altri, sperando nell’episodio che riapra la gara. Ma è Matuidi invece a chiuderla al 15°: il bianconero prende una respinta corta di Helander e con una rasoiata dal limite sul primo palo buca per la terza volta Mirante. Entrano nel Bologna Falletti e Krejci per Donsah e Okwonkwo, ma le speranze di siglare almeno il gol della bandiera si spengono con un tiro dalla distanza di Pulgar al 44°, poi cala il sipario.
Morale: netta superiorità tecnica, fisica e mentale della Juventus. Resta sempre da capire come mai il Bologna queste partite, al di là del risultato, non riesca mai a metterle minimamente in discussione. Sul piano tecnico ovviamente la differenza è lampante, mentre sul piano agonistico e mentale sembra che la squadra di Donadoni, rispetto a prestazioni come quelle contro Napoli e Inter, abbia fatto un passo indietro.
In ogni caso il vero rimpianto, più che per la partita di oggi – che è apparsa segnata – resta per quella di domenica scorsa a San Siro, dove un Bologna troppo timido e attendista non ha affondato il colpo lasciando campo al modestissimo Milan, attaccandolo e mettendolo in difficoltà solo quando andava in svantaggio. Esattamente il contrario di quanto fatto oggi dal Verona, penultimo in classifica, che non a caso ha steso i rossoneri al Bentegodi 3 a 0.
Al giro di boa del campionato mancano adesso due partite: Chievo fuori e Udinese in casa. in questo caso non si parla più di “grandi”, speriamo che il Bologna se ne ricordi…
Nota a margine: come segnalato da Repubblica.it, una cinquantina di ultras Juventini hanno inscenato una manifestazione fascista in via Porrettana prima del match: vestiti di nero, bandiere italiane, braccia tese e cori del tipo: “me ne frego della galera, camicia nera trionferà”. Le ingenti forze dell’ordine presenti, come sempre, hanno assistito silenti.
Bologna-Juventus 0-3
Bologna (4-3-3): Mirante; Mbaye, Gonzalez, Helander, Masina; Poli, Pulgar, Donsah (20°st Falletti); Verdi, Destro (8°st Petkovic), Okwonkwo (25°st Krejci). Allenatore: Donadoni
Juventus (4-3-3): Szczesny; De Sciglio, Benatia, Barzagli, Alex Sandro; Matuidi, Pjanic (41°st Marchisio), Khedira; Douglas Costa (25°st Bernardeschi), Higuain, Mandzukic (31°st Dybala). Allenatore: Allegri
Arbitro: Banti di Livorno
Tabellino delle Reti: 27°pt Pjanic, 36°pt Mandzukic, 19°st Matuidi

