2 giu. – Investire quattro milioni di euro delle casse comunali per l’edilizia scolastica. L’amministrazione ha deciso una modifica al piano investimenti per dare un segnale di attenzione verso le scuole, dopo le preoccupazioni nate dalle forti scosse di terremoto che hanno fatto tremare anche Bologna.
Dopo tre giorni di chiusura arrivano i risultati delle analisi di agibilità dei 220 istituti scolastici comunali. Due scuole dell’infanzia a Bologna sono state lesionate dalle scosse di terremoto, tanto da non poter ospitare le lezioni in sicurezza. Si tratta delle “Molino Tamburi” e della scuola d’infanzia all’interno del plesso scolastico Tambroni, entrambi nel quartiere Santo Stefano.
Per il primo caso non esiste ancora una soluzione alternativa, lunedì i bambini resteranno a casa e ci sarà un’incontro con le 75 famiglie coinvolte in cui il Comune presenterà alcune ipotesi, come il trasferimento all’interno dell’edificio scolastico, ora vuoto, di via Ca’ Selvatica. Una soluzione che ai genitori potrebbe creare non pochi problemi logistici.
I 50 alunni delle scuole d’infanzia Tambroni, già dopo la prima scossa di terremoto del 20 maggio sono stati trasferiti nella parte del plesso scolastico che non ha subito danni, quella occupata dalle scuole elementari. Rimangono chiuse, per ulteriori controlli in vista dei campi estivi, tutte le palestre scolastiche.
Le altre scuole non risultano lesionate dal terremoto, ma il sindaco ha precisato che ciò non significa che siano antisismiche. Per questo motivo è stato deciso l’investimento di 4 milioni per l’irrobustimento degli edifici scolastici, spostando risorse da altri lavori pubblici.
Il sindaco Virginio Merola è tornato inoltre a chiedere al Governo di allentare i vincoli del patto di stabilità, escludendo da questi l’edilizia scolatica.
Nella notte scossa di magnitudo 3.5 tra le province di Mantova e Modena.

