16 apr. – Ci sono delle donne in Iraq che stanno lottando per la pace e contro una legge del nuovo governo che vorrebbe un diritto di famiglia diverso per ogni etnia o fazione. E’ una legge che è andata a sostituirne una del 1959, che le donne rivogliono. Era una legge laica, che valeva per tutte le donne dell’Iraq. Ed era in loro difesa.
Alla fine di marzo a Velletri c’è stato un incontro tra rappresentanti della società civile irachena e di ong di tutto il globo. E’ stato un modo per conoscersi meglio e discutere di come trovare gli strumenti giusti per costruire un Iraq libero e democratico, per migliorare la cooperazione tra i popoli.
Del gruppo arrivato dall’Iraq faceva parte Salana Alsakban, presidente dell’associazione Al Adala, che combatte per i diritti delle donne. Fa parte di una rete di associazioni irachene (Laonf) che lottano contro ogni tipo di violenza. Di passaggio in Italia è venuta a trovarci, grazie alle Donne di Nero di Bologna.
Salana è sposata e ha una figlia di 14 anni, vive a Diwaniya, lavora come impiegata statale ma il suo impegno nell’associazione Al Adala è enorme. Gira i villaggi più isolati per incontrare le donne, parlare con loro e offrire assistenza. In particolare a chi ha subito violenza o è appena uscita dal carcere e per questo viene isolata.
Ascolta l’intervista salana
La legge 41 del 1959 era una legge laica. La paura delle donne in Iraq è che dare il via libera a diverse leggi sul diritto di famiglia porterebbe ad una radicalizzazione delle posizioni, con un peggioramento della situazione delle donne.
La rete pacifista irachena Laonf lavora a stretto contatto con Un ponte per
Per info martina.pignatti@unponteper.it

