30 giu. – 11.30, Casteledebole. La presidente del Bologna FC ha appena smentito l’ipotesi di un ingresso in società dell’ex dg della Juventus con una cordata che avrebbe rilevato il 40%. «Però cerchiamo nuovi soci che condividano il progetto».
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Sembrava tutto pronto per il ritorno di Luciano Moggi nel mondo del calcio. E invece la trattativa per l’ingesso nel Bologna Fc del’ex direttore generale della Juventus e squalificato per cinque anni dopo la vicenda Calciopoli ha subito ieri una brusca frenata.
Nel pomeriggio di ieri Renzo e Francesca Menarini hanno incontrato Moggi in un albergo della città. La trattativa sarebbe saltata anche a causa delle proteste dei tifosi e dei mugugni del mondo politico. Oggi, alle 11, la società ha indetto una conferenza stampa al centro sportivo di Casteldebole.
«Mi sono dato da fare un paio di mesi fa per aiutare la famiglia Menarini – aveva spiegato Moggi all’agenzia Italpress – non ho un interesse diretto nell’acquisto delle azioni rossoblu ma è evidente che, nel caso di ingresso di nuovi soci da me segnalati, rivestirei opportunamente il ruolo di consulente». E’ certo che a Moggi l’idea di rientrare nel mondo del calcio fa gola; «Bologna è una bella città, fornire una consulenza, un consiglio mi farebbe piacere».
Comunque si concluda la trattativa tre persone di fiducia di “Big Luciano” sono prossime a diventare dirigenti rossoblù. Si tratta dell’ex ds del Livorno Franco Ceravolo, l’ex ds dell’Ascoli Camillo Di Nicola e l’autista di Moggi, Graziano Galletti.
Luciano Moggi, squalificato per cinque anni nel 2006, non può essere tesserato fino al primo luglio del 2011, non può entrare negli spogliatoi, né accedere alle aree deputate al calciomercato.
L’ipotesi Moggi non fa felici i tifosi del Bologna, tanto che dopo le prime indiscrezioni sul nome dell’ex direttore generale juventino si sono scatenati vivaci dibatti sul web. “Rivoluzione anti-Moggi militante” era uno dei titoli delle discussioni nei forum dei sostenitori. In serata alcuni tifosi sono entrati negli studi della trasmissione “Il pallone nel 7” di E’Tv per protestare contro il possibile ingaggio del grande manovratore di Calciopoli.
Sull’argomento è intervenuto anche il presidente della Figc Giancarlo Abete: «non posso che ricordare che tutti coloro che operano nel sistema sportivo si devono riconoscere in quelle che sono le decisioni degli organi di giustizia sportiva, che tracciano in qualche modo il confine tra le persone che possono svolgere ruoli all’interno del mondo del calcio e altri che sono inibiti e non lo possono svolgere».

