“Io, tirocinante McDonald’s al lavoro fino alle quattro di notte”

mcdonalds

Un momento dello sciopero della ristorazione del 15 maggio

Bologna, 20 mag. – “Lavoravo 30 ore a settimana con un rimborso spese di 500 euro al mese, senza malattia o ferie“. Parla Francesco Biosa, 21enne bolognese che dall’ottobre 2013 ha lavorato per 6 mesi in un McDonald’s del centro città. Francesco non ha stipulato un normale contratto di lavoro, ha invece attivato un tirocinio formativo attraverso un ente formativo, Iscom Bologna, e proprio tramite Iscom ha iniziato a servire nella filiale McDonald’s. “Mi facevano servire in sala, che vuol dire pulire in continuazione tavoli, bagni e pavimenti. Lavoravo 6 giorni su 7, di sabato fino alle quattro di notte e anche di domenica”. Una situazione, la sua, che secondo la Cgil non è isolata. Per il sindacato il tirocinio formativo sarebbe ormai l’ultima frontiera della precarietà.

Ecco la storia di Francesco:

      stagista francesco biosa 21 anni

Abbiamo chiesto a Gaia Stanzani della Cgil se situazioni del genere sono comuni. “Purtroppo si stanno diffondendo sempre più“, ci ha spiegato. Secondo la Cgil il tirocinio formativo attivitato dalla filiale di McDonald’s (in franchising, la proprietà è di Bologna Family Restaurant) ha “mascherato” sei mesi che avrebbero dovuto essere inquadrati attraverso un normale contratto di lavoro.

      gaia stanzani cgil su francesco

Poi c’è il tema del progetto formativo, obbligatorio quando si tratta di un tirocinio. Sul sito di Iscom Bologna, l’ente formatore che ha fatto da ponte tra Francesco e il McDonald’s di via Indipedenza, è specificato come “il tirocinio non costituisce rapporto di lavoro”, e che per rispettare la convenzione basta “rispettare il contenuto del progetto formativo del tirocinante”. Abbiamo chiesto a Iscom, Bologna Family Restaurant e  McDonald’s un commento sulla vicenda.

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.