“Io, avvocato, ridipingo i muri perché…”

Bologna, 28 feb. – Non è per un particolare senso civico che Luciano e Francesca da alcuni anni si prendono cura dei muri sporchi o scrostati della porzione di centro storico in cui vivono. L’idea è nata “dalla constatazione che alcuni muri hanno bisogno di essere riguardati”, spiega Luciano Bertoluzza, avvocato che ha fatto l’imbianchino mentre studiava all’università. L’organizzazione è stata spontanea: “Constatato per la prima volta che casa nostra era sporca, abbiamo comprato la vernice e l’abbiamo ripitturata, rispettando i parametri di colore e traspirabilità della vernice”, spiega Bertoluzza. Poi lo hanno fatto insieme ad altri spostandosi in altre strade.

Quanto agli intoppi burocratici, che spesso spaventano chi vuole prendersi cura dei beni comuni di una città, non ne hanno trovato neanche uno, anzi, hanno proprio scelto di non porsi il problema. “Ci sono alcune cose per le quali non è necessario né opportuno compiere passaggi burocratici”, sostiene Luciano e scende nei particolari: “Per rimuovere gli escrementi da un portico, per cancellare la scritta da un portone, per rimuovere qualche graffito da un muro credo che la procedura sia la stessa e dovrebbe essere la stessa che ci spinge a lavarci i denti la mattina”.

E così da anni lui e sua moglie ridipingono i muri nel tempo libero, ben prima che il Comune di Bologna si dotasse di un “Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani”. L’avvocato e imbianchino per passione Luciano apprezza il tentativo di semplificare i rapporti fra cittadini e amministrazione, ma è scettico su alcuni aspetti. In particolare teme che “La sussidiarietà voglia trasformarsi in attività surrogatorie o deleghe del pubblico a privati” e non gli piace che l’ammnistrazione dialoghi con alcuni cittadini qualificati come “attivi”, lasciando fuori tutti gli altri.

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.