Investe e uccide una diciottenne. La procura gli contesta l’omicidio volontario

7 mar. – Due ragazze di 18 anni sono state investite sabato sera sulle strisce pedonali in via Stalingrado. Lucia Varriale, residente a Molinella centrata dalla Y10 e sbalzata per circa 30 metri, è morta sul colpo. L’amica, invece, è ricoverata all’ospedale Maggiore nel reparto di Medicina di urgenza, in condizioni gravi, ma non in pericolo di vita.

L’investitore, Cristian Alessandrini di trent’anni, è stato arrestato dalla polizia municipale su disposizione del pm Antonello Gustapane ed è indagato per omicidio volontario con dolo eventuale. Alessandrini è risultato positivo all’uso di cocaina ed è stato incaricato il consulente Elia Del Borrello di ricercare, assieme alla polizia giudiziaria, tracce di cocaina a bordo della vettura.

L’accusa di omicidio volontario è stato decisa dal pm perché il fatto è avvenuto in pieno centro urbano, in orario notturno. Il sorpasso è stato in terza corsia, con due auto ferme per far attraversare le giovani sulle strisce. L’auto andava ad elevatissima velocità: secondo una prima stima del consulente cinematico l’automobile andava a 110-120 km all’ora, come dimostrano le tracce di frenata lunghe circa venti metri. Tracce asimmetriche, che dimostrano la sbandata del veicolo, e una totale perdita di controllo da parte dell’automobilista.

L’impatto con le due ragazze è stato terribile, come evidenziano i danni sull’auto che sembrano simili più a quelli di uno scontro con un altro veicolo che non ad un investimento. Il parabrezza è incrinato e il cofano è sfondato. Tutti questi motivi hanno portato ad una accusa pesante da parte della procura (il dolo eventuale si ha quando, pur non volendo uccidere, si adotta una condotta che di fatto accetta il rischio che si possa procurare morte).

L’uomo, che fa il parrucchiere, ha sulle spalle due condanne per rapina, nel 2003 e nel 2008. “Da parte della Procura è stata scelta la strada del rigore estremo”, ha spiegato il procuratore aggiunto Valter Giovannini. Questo perché “nonostante gli appelli e le campagne di prevenzione dobbiamo continuare a raccogliere giovanissime vittime dall’asfalto, le cui vite vengono stroncate in un lampo di follia da chi non manifesta il minimo rispetto per le più elementari regole del vivere civile”. Nessuna compassione, quindi per Alessandrini, che dopo l’incidente si è fermato disperato. “In questo momento – ha detto Giovannini – come padre e come magistrato penso solo alle lacrime versate dai genitori della ragazza deceduta, ai quali esprimo profonda partecipazione al loro dolore”.

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