Bologna, 10 set. – Non è stato certo un buon risveglio quello di ieri per Hicham Barrani. “Mi sono svegliato alle due del pomeriggio nel mio appartamento, e quando ho aperto gli occhi ho scoperto di essere stato murato dentro“, spiega il trentaduenne di origine marocchina, a Bologna dal 2009.
Hicham ha alle spalle una vita a dir poco travagliata. Alcuni problemi con la giustizia, una condanna per un furto in un supermercato, molti problemi di salute e un passato da consumatore di eroina. “Ma ne sono uscito”, ci tiene a dire. Senza casa e senza documenti regolari, Hicham qualche mese fa ha occupato in via Don Minzoni un appartamento di proprietà di Acer, l’azienda che si occupa del patrimonio pubblico residenziale a Bologna e provincia.
Nella tarda mattinata di ieri, come fa tutti i giorni , Hicham ha assunto gli psicofarmaci che i medici gli hanno regolarmente prescritto per superare i suoi problemi fisici e psichici. E quando si è svegliato, alle due del pomeriggio, al posto della porta di casa ha trovato un muro di mattoni e malta. “Ho tentato di uscire dalla finestra, ma quando sei al quinto piano c’è poco da fare – spiega l’uomo – allora ho chiamato prima il 115, ma nessuno è venuto, infine degli amici e poi i vigili”. Tre ore dopo il traumatico risveglio è arrivato l’intervento di quattro vigili urbani e di due muratori che si sono occupati di sfondare il muro e liberarlo. “Nessuno mi ha chiesto scusa, mi è stato semplicemente detto che i muratori avevano chiesto ad alta voce se c’era qualcuno in casa, e non avendo avuto risposte hanno deciso di alzare un muro”. Hicham è stato portato in Questura, dove è stato identificato, denunciato per invasione di edifici pubblici e poi lasciato andare. “Dove andrò? Sono di nuovo senza casa, dormirò dove capita e occuperò di nuovo”.
La storia di Hicham non è eccezionale. Come molti altri ha cercato di costruirsi una vita in Italia, e come è successo a molti le cose gli sono andate male. Arrivato regolarmente in Italia nel 2007 con tante speranze e i risparmi della famiglia in tasca, 10mila euro, Hicham ha dato i suoi soldi ad un uomo che in cambio gli ha promesso un contratto di lavoro a tempo indetermianto. “Invece si è preso tutto ed è sparito”. Da lì le cose sono andate sempre peggio. Senza casa né lavoro, l’allora 25 enne ha girato un po per tutta Italia, da Reggio Calabria a Venezia, dove ha iniziato a fare uso di eroina. Dopo due anni e grazie all’aiuto del Sert locale Hicham è riuscito a lasciarsi alle spalle i suoi problemi con la droga. “Ma non ho i documenti in regola e quindi non riuscirò mai a trovare un lavoro come si deve”.
Abbiamo chiesto un commento ad Acer Bologna. Di seguito il comunicato dell’azienda:
“L’attività di messa in sicurezza degli alloggi al fine di prevenire eventuali occupazioni abusive viene svolta sulla base di una procedura ormai collaudata che prevede una ispezione dell’alloggio, prima della realizzazione della muratura, anche per verificare l’eventuale presenza di persone. L’operazione viene affidata a ditte specializzate che sono tenute a rispettare le indicazioni fornite da Acer. In relazione al caso specifico, assolutamente singolare e mai verificatosi prima, Acer si riserva di verificare il corretto operato della ditta incaricata, dopo aver effettuato una ricostruzione attenta della dinamica dei fatti”.


