Interviste a pagamento. Per il Corecom “Molte tramissioni in difetto”

5 set. – Molte delle trasmissioni finite nell’occhio del ciclone delle interviste a pagamento a consiglieri regionali sarebbero contro la legge. Lo anticipa il presidente del Corecom (Comitato regionale per le comunicazioni) Gianluca Gardini che ha ricevuto il parere dell’Autorità garante delle comunicazioni (Agcom).

L’Agcom ha spiegato che l’unica forma di comunicazione non gratuita è costituita dai messaggi politici autogestiti e molte delle trasmissioni in questione sarebbero in difetto perché “per la gran parte non si tratta di messaggi politici autogestiti e, anche nell’esigua minoranza delle trasmissioni di quel tipo, non c’è il sottopancia che informa il telespettatore”. Il Corecom prosegue la sua indagine ma ricorda che spetta all’Autorità per le comunicazioni la sanzione alle emittenti. Gli editori rischiano “l’obbligo di trasmissioni a carattere compensativo dove possibile o la sospensione delle trasmissioni fino a 30 giorni”.

“Noi abbiamo sempre rispettato la legge” ha fatto sapere l’Ufficio di presidenza dell’assemblea legislativa regionale che poi scarica la responsabilità sulle emittenti: “Quanto alla realizzazione dei format televisivi, non rientra nelle nostre responsabilità né in quelle dei consiglieri il rispetto di norme anche deontologiche sull’attività giornalistica”. La legge regionale cui si riferisce viale Aldo Moro è la 32 del 1997 che regola il funzionamento dei gruppi consiliari.

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