17 set. – E’ stato Mauro Manfredini della Lega il primo dei capigruppo regionali ascoltati dalla Procura all’interno dell’inchiesta sulle interviste a pagamento. Manfredini è stato ascoltato dalla pm Antonella Scandellari come persona informata sui fatti e nei prossimi giorni sarà la volta dei consiglieri capigruppo degli altri partiti.
Manfredini ha risposto alle domande degli inquirenti e consegnato i contratti e le fatture relative alle apparizioni tv fatte da consiglieri della Lega nord, ovvero lui stesso e Manes Bernardini. “Era tutto regolare, questo per me è il secondo mandato da consigliere e si è sempre fatto così. Era una cosa consolidata”, si difende.
Le interviste, stando a quanto emerso finora, riguarderebbero anche Galeazzo Bignami, Silvia Noè, Gian Guido Naldi, Roberto Sconciaforni, Andrea Defranceschi, Giovanni Favia e Thomas Casadei.
L’inchiesta della Procura, aperta contro ignoti, ipotizza il reato di peculato: quello che gli inquirenti vogliono verificare è se i singoli consiglieri protagonisti delle interviste siano andati in tv sempre a nome del gruppo (e con il benestare del gruppo), oppure se qualcuno non abbia agito a titolo e per interesse personale, ma a spese del gruppo.
Nelle scorse settimane, la Guardia di finanza ha fatto visita a tutte le televisioni e radio della regione per chiedere contratti e fatture relative alle interviste a pagamento: solo tre emittenti televisive (E’ tv, Sette Gold e Tele Romagna) hanno risposto di averle realizzate e hanno fatto avere alla fiamme gialle le carte. Sulla stessa vicenda, poi, c’è anche un’inchiesta della Procura regionale della Corte dei conti, che indaga per capire se le interviste pagate con i soldi dei gruppi consiliari abbiano causato un danno erariale alle casse della Regione.

