10 set. – C’è una differenza, “di opportunità e di salute”, tra gli adolescenti italiani e quelli di origine straniera. Una ricerca dell’Ausl Spazio Giovani è stata presentata oggi al convegno “Nuove Generazioni“, nato dalla constatazione che le interruzioni di gravidanza erano più frequenti di tre volte tra le ragazze straniere rispetto alle italiane.
Tra gli adolescenti stranieri c’è meno informazione sui sistemi di contraccezione e sui servizi a cui rivolgersi in caso di necessità. Tra i soggetti risultati più a rischio ci sono le ragazze di seconda generazione che tendono ad “assimilarsi” alla cultura imperante. Paola Marmocchi responsabile Spazio Giovani Ausl marmocchi-post
Sono più esposti ai rischi anche i giovani stranieri isolati e da poco arrivati in Italia. Anna Giorgia Agostini ed Eleonora Strazzari, psicologhe dello Spazio Giovani al Dipartimento di cure primarie dell’Ausl bolognese. “Si tratta, ad esempio, dei ragazzi stranieri appena arrivati in Italia e isolati, che si trovano lontani dalla loro cultura e non ancora dentro quella italiana, quindi sono momentaneamente senza codici di riferimento“. Per il 70% di essi, secondo la ricerca, la probabilità di avere atteggiamenti a rischio è media o elevata. Uno su quattro ha una conoscenza scarsa dei metodi contraccettivi, uno su tre sa poco riguardo alle malattie sessualmente trasmissibili o sa dove rivolgersi in caso di bisogno di assistenza per problemi legati alla sessualità.
La ricerca ha interessato 456 adolescenti di origine straniera (82,4% immigrati e 17,6% di seconda generazione) dai 14 ai 20 anni, di cui 52,4% maschi e 47,6% femmine, messi a confronto con un campione italiano. Oltre all’analisi del contesto socio-economico, dei rapporti con la famiglia e con la scuola, dell’acculturazione, i ragazzi hanno risposto anche sulle loro conoscenze e il loro atteggiamento in materia di sesso e contraccezione. Individuando anche alcune particolarità, come la precocità dei rapporti: dichiarano di aver fatto sesso prima dei 14 anni, infatti, il 31% dei migranti, il 41% dei giovani di seconda generazione e il 28% degli italiani.
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