4 mar. – La petizione ha raccolto già 5.500 firme, ne è seguita un’interpellanza parlamentare, ma per gli insegnanti di italiano seconda lingua non esiste ancora alcun riconoscimento. Stiamo parlando di quelle persone che in questi anni hanno frequentato master, lauree magistrali, certificazioni, corsi specialistici per chi vuole insegnare l’italiano agli stranieri. Corsi che spuntano come funghi ma a cui non segue un reale riconoscimento nei bandi pubblici per l’insegnamento. Persone altamente formate, in grado di insegnare l’italiano senza l’intermediazione di un’altra lingua, che sarebbero sempre più indispensabili nelle nostre scuole, ma nemmeno citati nelle nuove linee guida del ministero dell’istruzione.
L’insegnamento dell’italiano ai ragazzi stranieri viene affidato agli insegnanti di ruolo, alcuni di loro scelgono di formarsi, ma “molto spesso ciò non avviene” ci dice Sara Rossetti, una delle animatrici del blog “Riconoscimento della professionalità degli insegnanti di italiano L2/LS“.
Laureata in lettere, specializzata alla Ditals (l’Università per Stranieri di Siena) e specializzanda ad un master di secondo livello all’Università Ca’ Foscari di Venezia, Sara Rossetti è solo una delle insegnanti che attendono un riconoscimento della propria formazione. Siena, Perugia, Venezia sono state le apripista, ma ormai quasi ogni regione ha il suo master in insegnamento di italiano L2.
Altro passo fondamentale di questa professione è il volontariato. “Il lavoro non si trova, quindi siamo costretti a fare molto volontariato per aumentare il nostro curriculum” spiega Sara. “Sono sempre alla ricerca di piccoli incarichi nei licei, nei centri di accoglienza, di 15 ore”, 15 ore in totale, tre mesi per un’ora a settimana.
Nemmeno dei CTP (a cui sono affidati molti corsi per l’ottenimento della carta di soggiorno di lungo periodo) viene riconosciuta la preparazione degli insegnati L2, spesso vengono assunti insegnanti già di ruolo della scuola elementare. Qualora si venga assunti come consulenti esterni, ci racconta ancora Sara, “si lavora con partita Iva oppure si firmano contratti a progetto occasionali”, con condizioni economiche diverse: dai 10 ai 40 euro lordi orari.
E all’estero? Ci sono gli istituti di cultura e i lettorati di italiano, oltre che le scuole. I primi colpiti dai tagli e senza più concorsi nazionali. Nei lettorati e nelle scuole serve in ogni caso essere già di ruolo.
La speranza resta, aiutata dalle piccole vittorie raccontate sul blog di “Riconoscimento”, ma nella scuola multiculturale citata anche da Renzi, chi avrebbe competenze per superare i problemi d’integrazione viene, per ora, lasciato fuori.

