26 apr. – Questa mattina quasi duecento lavoratori del gruppo bancario delta hanno manifestato in città con un piccolo corteo da via Cairoli a Piazza San Martino.
Da oggi sono in mobilità.
I 545 lavoratori del gruppo chiedono al ministro dell’economia Giulio Tremonti la firma del decreto interministeriale che permetterà l’utilizzo degli ammortizzatori sociali ai lavoratori del settore credito e la ricollocazione dei lavoratori nelle banche creditici del gruppo.
I sindacati e tre dirigenti della Banca d’Italia, che da maggio commissariano Banca Delta dopo le indagini della procura di Forlì per riciclaggio, hanno partecipato ad una lunga trattativa nella sede del gruppo in via Cairoli. Alcuni parlamentari del Pd hanno presentanto un ordine del giorno che richiede l’approvazione del regolamento per l’attivazione del Fondo di emergenza per il settore del credito. Il tavolo si aggiornerà al 6 maggio. Intanto, si cerca di evitare la chiusura. Per diminuire il costo del lavoro i dipendenti si accorceranno l’orario e attingeranno alle ferie arretrate. Analogamente i commissari hanno promesso alle parti sociali di tagliare consulenze esterne e spese vive come auto o affitti superflui. Allungare i tempi di sopravvivenza di Delta servirà, nell’intento dei sindacati, a recuperare i quasi due miliardi di crediti non garantiti e a ricollocare i lavoratori in esubero. Tutto in modo che l’1 giugno, quando scade il mandato commissariale, i tre commissari possano chiedere, di fronte a fatti concreti, una proroga di un anno.
Il decreto interministeriale che è stato presentato dall’ABI (Associazione banche italiane) e dai sindacati di categoria è stato già firmato dal ministro del lavoro Maurizio Sacconi e prevederebbe 24 mesi di cassa integrazione con la possibilità di reintegro agevolato in altri gruppi bancari.
Nei prossimi giorni è atteso un altro tavolo di trattativa con la partecipazione della Regione Emilia Romagna.

