Infuriati contro le liberalizzazioni: 23 gennaio taxi fermi

11 gen. – Taxi fermi lunedì 23 gennaio: è la protesta contro la liberalizzazione del settore ventilata dal Governo Monti nata dal “parlamentino” delle auto bianche a Bologna.

Doveva essere una riunione tra i rappresentanti delle 19 sigle sindacali e di categoria ed è diventata un’infuocata assemblea di 150 taxisti provenienti da tutta Italia. “Siamo pronti a scendere in piazza e manifestare contro questo governo che ci sta sfondando il cranio” ha urlato all’inizio dell’incontro un taxista romano. Una posizione che dopo diverse ore di dibattito acceso ha vinto su quella delle sigle sindacali, più disponibili a trattare rispetto alla base, soprattutto romana. Unica sigla a non aderire alla mobilitazione sarà quella di Confartigianato Taxi: “Meglio costruire un positivo percorso di proposta e di confronto con il Governo” ha commentato il presidente Fabio Parigi.

Nel frattempo lunedì 16 gennaio prossimo al Circo Massimo di Roma si svolgerà un’assemblea nazionale di tutti gli autisti “fuori turno”. Nello stesso giorno una delegazione di taxisti andrà all’Antitrust per contestare i dati del report dell’autorità garante della concorrenza sulle licenze taxi nelle principali città italiane.

Il punto comune tra tutti è il no alle liberalizzazioni e alle doppie licenze. Alcuni tassisti hanno paura dell’ingresso nel settore di grandi capitali che potrebbero assumere molti dipendenti sottopagati, come spiega Gabriella Gandolfi, presidente di Taxi Cat.

gandolfi

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