Informativa sul “10 pedagogico”

21 feb. – Il Procuratore reggente di Bologna Silverio Piro ha affidato al pubblico ministero Luigi Persico un’informativa sulla protesta degli insegnanti della scuola elementare Longhena contro i voti in cifre, che si era espressa nella scelta del “10 pedagogico” su tutte le pagelle. Finora la Procura non ha aperto un fascicolo d’inchiesta e non ci sono indagati. L’informativa dovrà valutare la regolarità della protesta anche sulla base della relazione dell’ispettore mandato dall’Ufficio scolastico regionale il 13 febbraio; l’ispezione, però, risulta ancora in corso.

«Noi siamo molto serene», commenta Marzia Mascagni, insegnante della scuola, e spiega: «Abbiamo fatto quello che dovevamo fare, da insegnanti non da politici. La valutazione l’abbiamo fatta tramite giudizi regolarmente, abbiamo fatto le prove di verifica ecc. Il punto è che un insegnante serio non valuta a cuor leggero, dare dei numeri è invece classificare». Mascagni ha poi aggiunto che sul blog della scuola sono arrivati molti messaggi di solidarietà da colleghi e scuole di altre regioni.

Alle maestre e ai maestri delle Longhea arriva la solidarietà dell’Assemblea dei genitori e insegnanti delle scuole bolognesi, che, in una nota, «appoggia tutte le forme di dissenso nei confronti della reintroduzione del voto in decimi nella scuola del primo ciclo» e ricorda come questo dissenso sia stato espresso anche da molti genitori che finora non hanno firmato le schede «nelle scuole del 3°, 5°, 8°, 10° circolo e del 3° e 7° istituto comprensivo».

Nella nota si sottolinea anche che il voto espresso in decimi non è ancora obbligatorio: «Ad oggi non esiste ancora legalmente l’obbligatorietà dei voti decimali, in quanto la stessa Legge 169 che li ha reintrodotti prevede “un apposito regolamento di coordinamento delle norme vigenti in materia di valutazione” che deve essere ancora emanato, perché non ha ancora terminato l’iter istituzionale legalmente previsto».

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