12 gen. – La Dda, direzione distrettuale antimafia, ha aperto un fascicolo sulle minacce al cronista Giovanni Tizian. Ma sulle circostanze che hanno portato alla decisione di assegnare la scorta al giornalista precario di 29 anni c’è massimo riserbo da parte del procuratore Roberto Alfonso. Tizian si “è occupato di molte cose e ha anche scritto un libro. – ha detto il procuratore – Probabilmente uno dei suoi articoli o il libro contenevano qualcosa per cui qualcuno si è risentito”. Le minacce quindi sarebbero emerse nell’ambito di un’inchiesta alla quale sta lavorando la magistratura, non ci sarebbero minacce dirette al cronista.
Il procuratore Alfonso, che non ha nascosto la sua preoccupazione, ha detto che anche lo stesso Tizian non conosce chiaramente tutti i dettagli: “la fase è talmente delicata che nemmeno lui può sapere cosa è accaduto realmente”

