2 mag. – La diffusione di un documento anonimo che ha portato alla recente inchiesta della Procura di Bologna ha suscitato molte perplessità. Con l’intento della trasparenza si rischia infatti di rimestare nel torbido dando pubblicità a documenti ambigui, di cui non si conosce nè la provenienza nè il mittente. Serafino D’Onofrio, il consigliere di Bologna Città libera che ha ricevuto e diffuso la copia di un verbale di una condanna per evasione fiscale attribuita a un candidato sindaco (Cazzola ndr), respinge però ogni addebito, ribadisce il suo operato e risponde alle critiche del “direttore di un noto quotidiano” (il caporedattore di Repubblica Bologna Aldo Balzanelli ndr).
“Ha parlato di ‘squallida operazione‘ mettendo sullo stesso piano il caso del check up sanitario, ignobile, richiesto per il mieloma di Guazzaloca, con la nostra iniziativa” – afferma D’Onofrio facendo riferimento alla proposta fatta tempo fa dal Prof. Monti di fare il check up clinico ai candidati – “ma gli sfugge che il mieloma è una sfiga da cui bisogna difendersi, invece, se il documento è autentico, una eventuale condanna ricevuta da un candidato non è una sfiga, è un comportamento illecito, voluto, che – se il fatto è vero – non si dovrebbe nascondere”.
ascolta l’intervista a Serafino D’Onofrio serafino_donofrio2
Nella seconda parte dell’intervista D’Onofrio ricostruisce la vicenda, affermando che chiarirà tutto alle autorità competenti e che in occasioni analoghe, ricevendo documenti anonimi (come sul caso Gestor), li ha sempre resi pubblici: serafino_donofrio1

