13 mag. – Antonio Dercenno, presidente e fondatore della Onlus che dal 2006 si occupa di contrasto alla prostituzione, è accusato di tentata violenza sessuale. Nell’autunno scorso una ragazza nigeriana ha raccontato alla polizia di aver subito una sorta di ricatto da Dercenno. L’uomo, che l’aveva sostenuta con l’associazione nel denunciare il suo sfruttatore e nella decisione di lasciare il marciapiede, l’aveva portata in un appartamento chiedendole di “essere carina e stare con me”. Dopo il suo rifiuto, si è trovata sola e per qualche mese ha vagato per Bologna. Poi si è rivolta ad un altro centro che l’ha aiutata e l’ha portata in Procura a testimoniare. Tre volontari, ex collaboratori di Fiori di Strada, hanno raccontato di aver raccolto testimonianze di altre donne, ex prostitute, che sentivano di dipendere da Dercenno per riuscire ad ottenere il permesso di soggiorno e poter abbandonare il mondo della prostituzione. La onlus non ha mai ottenuto l’autorizzazione governativa per gestire il percorso previsto dall’articolo 18 della legge sull’immigrazione che prevede la regolarizzazione di chi denuncia i propri sfruttatori. Antonio Dercenno respinge tutte le accuse.
