25 ott. – L’ex capo di gabinetto di Vasco Errani, Bruno Solaroli, è indagato per abuso d’ufficio nell’inchiesta della Procura di Bologna sull’incarico affidato nel maggio del 2008 a Zoia Veronesi, l’ex segretaria di Pier Luigi Bersani, incaricata dalla Regione Emilia-Romagna di stare a Roma per curare i rapporti col Parlamento.
eronesi è accusata di truffa per un ammontare di 150mila euro, perché gli inquirenti credono che in realtà non abbia mai svolto l’attività per cui è stata pagata dalla Regione per un anno e mezzo. A Solaroli è contestato l’abuso d’ufficio, per aver firmato la determina in cui ha nominato Veronesi ‘dirigente professional’ e per averle dato l’incarico di curare i rapporti con le istituzioni centrali e il Parlamento. L’accusa contro l’ex capo di gabinetto di Errani risale al 2010 ed ora, dopo la formalizzazione delle accuse contro Veronesi, potrebbe essere affiancata a quella di truffa in concorso.
Solaroli, dal canto suo, non ci sta ad essere lasciato solo e sottolinea che la nomina firmata da lui, fu approvata per due volte in giunta. La segretaria storica del leader Pd Pier Luigi Bersani, ripercorre Solaroli, “aveva la qualifica di ‘dirigente professional‘ fin dal 2002“. Non fu quindi lui a dargliela, visto che arrivò in viale Aldo Moro nel 2003.
“La qualifica la mantenne fino al 2006, quando entrò in aspettativa per seguire Bersani al ministero dello Sviluppo economico” spiega Solaroli. Con la caduta del governo Prodi, a gennaio 2008, Veronesi torna in Regione: “Ma nel frattempo la sua qualifica era decaduta”. Così a maggio arriva la decisione di ridargliela, in un processo di riorganizzazione complessivo.
Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta anche dalla Corte dei conti.
Solaroli è coinvolto anche nella vicenda Terremerse. A lui si era rivolta la dirigente regionale incaricata di redigere la memoria per la Procura che ha poi inguaiato il presidente della Regione Vasco Errani.

