11 sett. – Parla l’uomo che alla guida della sua auto ha causato la sera del 7 settembre la morte di Francesca Mazzilli. Imputato di omicidio colposo e guida in stato d’ebrezza (il tasso alcolico era lievemente superiore al limite) il 52enne da la sua versione: L’ha vista arrivare a bordo dello scooter ed ha frenato, ma lei si e’ spaventata ed ha perso il controllo scivolando sull’asfalto.
L’uomo, poliziotto in servizio alla Polaria, davanti ai vigili ha ammesso di essere uscito da via Cipriani immettendosi sui viali di circonvallazione svoltando verso sinistra, non accorgendosi del cartello che invece obbliga di svoltare a destra. Infine, l’uomo ha riferito di essere stato il primo a soccorrere la ragazza.
Dagli accertamenti svolti dopo l’incidente, intanto, appare chiaro che un impatto tra i due mezzi c’e’ stato. Resta da capire se la collisione e’ stata diretta o se, come sostiene l’uomo, la 26enne è prima caduta a terra. Anche per rispondere a questo interrogativo, nella giornata di oggi verra’ svolto l’esame autoptico sul corpo della ragazza. La Procura di Bologna, vuole infatti accertare se la ragazza indossasse il casco in maniera corretta, resta il fatto che il 52enne ha compiuto una manovra vietata che va considerata causa diretta dell’incidente mortale.
Sul tavolo del pm anche il racconto di un testimone, l’unico finora identificato, secondo il quale un impatto tra i due mezzi c’e’ stato e l’auto procedeva, anche se molto piano, a fari spenti (circostanza, quest’ultima, negata dal conducente).

