Bologna 7 feb.- Dopo il caos di ieri nel quale il servizio di refezione scolastica non è stato garantito se non a 2177 bambini e lo scambio di accuse tra Comune e Seribo la Procura mette l’accelleratore all’inchiesta per interruzione di pubblico servizio e questa mattina sei pattuglie dei Carabinieri del Nas (nuclei antisofisticazione) si sono recate in Comune, nella sede di Seribo e in alcune scuole dove ieri non c’è stato il servizio. L’inchiesta vuole capire perchè al lavoro c’era solo il 10% dei dipendenti Seribo: andranno verificati i motivi delle assenze e le modalità e le tempistiche con cui la società ha deciso di sospendere il servizio, oltre che i modi in cui è stata data comunicazione alle scuole. L’inchiesta è coordinata dal pm Morena Plazzi che sta anche affrontando il caso della rondella di ferro nella crocchetta di verdure trovata da un bimbo della scuola materna Rocca di via Gandusio. Intanto è stata aperta un’inchiesta (sempre affidata al pm Plazzi) sulla carta stagnola pressata, tanto da sembrare una vite, che un bimbo di 9 anni delle scuole Marconi ha sputato lo scorso 3 febbraio mentre mangiava un tortino di verdure. Anche in questo caso l’ipotesi di reato di somministrazione di alimenti in cattivo stato di conservazione.
Oggi è stato anche il giorno dello sfogo dei lavoratori Seribo che non ci stanno a passare per assenteisti. Qualcuno di loro ha affidato a Facebook la propria spiegazione su quello che è accaduto. “Mentre eravamo in macchina o in bus per arrivare al lavoro ci è stato detto di tornare a casa” è la sintesi di messagi come questo


