Inchiesta Rimini Yacht. Arrestati 4 finanzieri in servizio a Bologna

14 dic – Avrebbero messo in piedi una verifica fiscale “addomesticata” in cambio di denaro, per nascondere lo stato di insolvenza della Rimini Yacht, i quattro finanzieri bolognesi finiti agli arresti domiciliari. Sono due teneti colonnelli e due marescialli della Guardia di finanza avrebbero “ammorbito” le verifiche di controllo all’azienda riminese, società poi fallita, oggi al centro di due indagini, una a Bologna per bancarotta, l’altra a Rimini per aver ceduto imbarcazioni a più propietari con immatricolazioni fittizie. Per i quattro finanzieri sono state notificate le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip Pasquale Gianniti su richiesta del pm Antonella Scandellari. L’accusa è corruzione finalizzata a rivelazione di segreto d’ufficio.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, fin dal 2008 la Rimini Yacht non navigava in buone acque. L’allora presidente della società, Giulio Lolli, con tramite Angelo Cardile (allora membro del cda) trovarono un accordo con gli agenti delle fiamme gialle incaricati dei controlli, programmando in anticipo la data delle verifiche fiscali, in cambio di ingenti somme di denaro. Sul passaggio di denaro sono sono in corso gli accertamenti delle autorità competenti. L’inchiesta è stata condotta dalla stessa guardia di finanza.

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